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È crisi alimentare a Cabo Delgado, nel nord del Mozambico: le prime vittime sono donne e bambini

19 Ottobre 2021 - MOZAMBICO

MozambicoEmergenze umanitarie

L'intervento della Comunità nella voce dei testimoni

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Le Comunità di Pemba e Nampula in queste settimane continuano a distribuire cibo alle persone fuggite dalla guerra e più vulnerabili. Sono quelli che restano fuori dai circuiti delle distribuzioni ufficiali, che fra l’altro hanno dimezzato le quantità di cibo dei kits alimentari. Nelle ultime due settimane abbiamo distribuito cibo a più di 10.000 persone che da mesi non ricevono nessun aiuto.
In particolare ci hanno colpito le mamme con i loro neonati, molti denutriti perché le mamme hanno poco latte, loro stesse sono malnutrite, e non hanno la possibilità di comperare il latte in polvere.
Tanti bambini sono morti durante la fuga dagli attacchi terroristici, quelli che sono riusciti a salvarsi insieme alle loro famiglie sono accolti da parenti o amici che già vivono in condizioni economiche difficili.

Una testimonianza: 

"Dallo scorso settembre abbiamo cominciato a dare il latte in polvere ai neonati. Donne con bambini piccolissimi vengono alla sede della Comunità di Pemba per parlare e ricevere il latte per un mese. Noi spieghiamo come prepararlo in modo sicuro e fissiamo l’appuntamento per il mese successivo.

Incontrare le donne è un modo diverso di capire la crisi di Cabo Delgado, e le conseguenze di questa guerra terribile, di cui si parla poco sui media internazionali, ma che sta distruggendo la vita di una vasta regione.
Fatimah (i nomi sono di fantasia) di 39 anni ha due gemelli di 5 mesi che pesano 4 chili, da mesi non ha notizie del marito. Raima è una giovane  mamma di 20 anni, ha un bambino di appena un mese, è arrivata a Pemba mentre era incinta, fuggita su una barca, anche lei non ha notizie del marito. Raima dice: “ho paura di tornare al villaggio. Non tornerò, non voglio tornare dopo la sofferenza che ho passato”.
Durante una distribuzione abbiamo conosciuto Áida, la zia di Aisha che oggi ha sei mesi. Quando c’è stato l’attacco a Palma, Aisha e la sorellina gemella avevano solo un mese di vita. La mamma le ha prese con sé e sono fuggite nella foresta. Purtroppo la mamma e la sorellina di Aisha sono morte durante la fuga e oggi la zia si occupa della piccola.
Sono tante le storie tristissime che incontriamo, che ci chiedono di continuare ad aiutare perché nella vita di tanti il nostro aiuto fa la differenza oltre a portare la speranza di un tempo migliore".
 



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