«Ripensare le Rsa. Lì si muore anche di isolamento»

7 Novembre 2020

Senza anziani non c'è futuro
AnzianiMarco Impagliazzocoronavirus

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Nelle Rsa ai tempi del Covid si è ancora più soli, le norme contro il « contagio rendono tutto più difficile. Io ne sono uscito e ora vivo in una casa con altri anziani grazie alla Comunità. Ma mi ricordo di due casi in particolare, che mi hanno lasciato molta tristezza: quelli di una signora che ogni mattina alle 10 riceveva la visita del marito, che l'aiutava a mangiare, e di un'altra donna i cui familiari erano sempre molto presenti. Da quando le Rsa sono state chiuse all'esterno hanno smesso di mangiare per la malinconia e sono morte, in poco tempo».
Si chiama Dario, è uno dei tantissimi anziani assistiti da Sant'Egidio in tutta Italia. Per loro la Comunità lancia l'allarme. «Con il Covid il 50% delle morti dei nostri anziani è avvenuto nell'ambito delle residenze sanitarie. Un dato impressionante che ci dice che qualcosa bisogna fare», ha spiegato Marco Impagliazzo, presidente di Sant'Egidio, nel corso della conferenza «Mai più soli».
Ecco le proposte della Comunità: «Innanzitutto va allargata l'assistenza domiciliare integrata che rappresenta una quota irrisoria in Italia, si stima in sole sedici ore all'anno per ogni anziano bisognoso. Noi fingiamo di avere un'assistenza territoriale presso le dimore degli anziani, ma la vera assistenza la fanno le badanti». Per questo «abbiamo apprezzato la scelta del governo quest'estate di regolarizzare queste persone. Ora chiediamo che la regolarizzazione diventi realtà».
Non basta: «Bisognerebbe ampliare il co-housing, gli appartamenti condivisi da anziani soli che si fanno compagnia e si aiutano a vicenda: tantissimi vorrebbero farlo». Poi c'è il problema del sommerso: «Abbiamo censito tante residenze prive di verifica e senza accreditamento da parte delle Regioni: situazioni in cui le persone assistite non vivono bene e che vanno superate». Per tutto questo la Comunità chiede che «Viva gli anziani», il programma di sostegno che porta avanti da anni, ben prima del Covid, sia raccolto da chi ha poteri decisionali.
«II nostro progetto si basa sull'amicizia e la vicinanza verso le persone anziane, sulla trasformazione della residenzialità, sulla lotta alla solitudine», aggiunge Impagliazzo: «Chiediamo che si appronti subito nelle Rsa un sistema valido per permettere agli assistiti di comunicare con le famiglie, a partire dalle videochiamate, che in molte strutture sono un miraggio: è una fake news che funzioni ovunque». E ancora: «Quest'estate è stato fatto troppo poco, quasi nulla, perché le Rsa si adeguassero a un'esigenza: quella di permettere agli ospiti di ricevere visite o di avere un contatto con l'esterno. E nella solitudine si muore e si muore di più».


[ Ester Palma ]