Coronavirus Covid-19: Impagliazzo (Com. Sant’Egidio), “quest’estate si apra per i bambini vulnerabili una ‘Scuola per tutti’ su base volontaria”

16 Maggio 2020

Educazionecoronavirus

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“Rivolgiamo un appello al Governo e a tutto il mondo della scuola, agli educatori, ai volontari alle famiglie, alle associazioni affinché si apra, su base volontaria, una risposta immediata, nei mesi di giugno, luglio e agosto, di recupero della scuola mancata, a causa del coronavirus, per i bambini più vulnerabili, che non hanno potuto godere a pieno, per colpa dell’emergenza, del diritto allo studio”. A parlare, oggi, durante una conferenza stampa in streaming, è stato Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, che ha presentato i risultati di un’indagine che ha visto coinvolti 800 bambini, nella fascia d’età tra i 6 e i 10 anni, di 44 scuole primarie, distribuite in 27 quartieri di Roma. “La pandemia – ha evidenziato Impagliazzo – ha avuto tra le sue conseguenze un incremento della povertà educativa, con le scuole costrette, a causa del lockdown, a convertirsi nel giro di 24 ore alla modalità della didattica a distanza”. Un problema affrontato “con grande professionalità da tanti dirigenti e insegnanti”, ma questo non ha potuto cancellare le difficoltà affrontate dai bambini vulnerabili. “Temiamo un allargamento delle disuguaglianze – ha ammesso il presidente della Comunità di Sant’Egidio – tra bambini di serie A e bambini di serie B”.
Secondo l’indagine, “il 61% dei bambini non ha svolto lezioni on line tra marzo e aprile. A questi bambini sono stati assegnati comunque compiti senza spiegazioni, comunicazioni sui registri elettronici e su WhatsApp. Ma laddove non c’è una famiglia che possa supportare questo tipo di insegnamento perché l’italiano non è la prima lingua, penso a bambini immigrati o rom o minori con cittadinanza straniera, penso che cosa ha potuto significare tutto questo”. Per il restante 39% che ha seguito lezioni on line, si registra che “l’11% l’ha fatto una volta a settimana, per un’ora e mezza, al massimo due; il 49% due volte a settimana, il 28% tre volte, il 9% 4 volte, il 2% cinque volte”.
Di qui l’appello alla “‘Scuola per tutti’ nei mesi estivi su base volontaria, nel rispetto delle misure di sicurezza, per evitare che alla ripresa della scuola aumenti la dispersione scolastica”. L’idea è “di realizzare la scuola in piccoli gruppi, aprendo tutti gli spazi possibili nelle scuole, come palestre, cortili e giardini, o, anche fuori i plessi, in giardini e ville comunali, biblioteche e parrocchie per recuperare il tempo perso per lo studio”. Si chiede anche che si diano maggiori informazioni sulle opportunità previste dai Dpcm per quelle famiglie meno abbienti rispetto ai device indispensabili per seguire le lezioni a distanza. La proposta vale per Roma, dove si è svolta l’indagine, ma anche in tutto il Centro-Sud.
Impagliazzo ha anche voluto elogiare “la grande capacità di resistenza dei bambini in questa prova impressionante per loro” rappresentata dal lockdown e ricordato che in questi mesi “si è azzerato il cyberbullismo, tanti ragazzi si sono interrogati sul senso della vita e hanno contribuito alla vita familiare”.


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