Anziani, nuove firme all'appello di S.Egidio

24 Maggio 2020

AnzianicoronavirusSenza anziani non c'è futuro

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Un certo recentissimo passato preoccupa, proprio come certe "selezioni" più o meno evidenti. Preoccupazione alla base dell'appello mondiale, tradotto in diverse lingue, della Comunità di Sant'Egidio: "Senza anziani non c'è futuro. Appello per ri-umanizzare le nostre società. No a una sanità selettiva". Perché l'emergenza coronavirus ha mostrato quanto sia necessario «un deciso cambiamento di mentalità che porti a nuove iniziative, sociali e sanitarie, nei confronti delle popolazioni anziane». Per sottoscrivere basta andare sul sito www.santegidio.org.
Migliaia di persone, da diversi Paesi, lo hanno già fatto. Il primo firmatario è Andrea Riccardi (fondatore della Comunità di Sant'Egidio), insieme a un gruppo di personalità che esprimono, a diverso titolo, la cultura europea: il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna; Romano Prodí, già presidente del Consiglio e della Commissione Ue; Jeffrey D. Sachs, direttore di Un Sustainable develop ment solutions network; Aleksandra Dulkiewicz, sindaca di Danzica (Polonia); MarkEyskens, ex primo ministro belga; Hans Gert Ptittering, ex presidente del Parlamento Europeo; Giuseppe De Rita, fondatore del Censis; Stefania Giannini, direttore generale aggiunto Unesco. E si sono già aggiunte nuove adesioni, come quella dell'islamologo francese Gilles Kep el, dell'europarlamentare di Democrazia solidale Pietro Bartolo, della segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan, di Pietro Ragazzini (Fnp Cisl) , del politico spagnolo Josep Antoni Duran i Lleida.
Punto di partenza: «Nella pandemia del Covid-19 gli anziani sono in pericolo in molti Paesi europei come altrove. Le drammatiche cifre delle morti in istituto fanno rabbrividire», annota la Comunità. «Siamo preoccupati dalle tristi storie delle stragi di anziani in istituto. Prende piede l'idea che sia possibile sacrificare le loro vite in favore di altre. Papa Francesco ne parla come "cultura dello scarto"». Così «in numerosi Paesi sta emergendo un modello pericoloso che privilegia una "sanità selettiva" e "considera residuale la vita degli anziani». Rassegnarsi a tale esito «è umanamente e giuridicamente inaccettabile». Da qui l'esigenza di «ribadire con forza i principi della parità di trattamento e del diritto universale alle cure, conquistati nel corso dei secoli». 


[ Pino Ciociola ]