L'Europa che accoglie, «dall'Italia 65mila firme»

21 Febbraio 2019

EuropaImmigraticorridoi umanitari

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«Abbiamo raccolto oltre 65mila firme, 10mila in più di quelle previste come quota minima per il nostro paese, mentre in Italia imperversano le retoriche razziste e gli attacchi alle ong» annunciano soddisfatti i promotori di «Welcoming Europe. Per un'Europa che accoglie». La campagna è promossa da una coalizione di 140 organizzazioni - tra cui la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), Legambiente, Arci, A buon diritto e i Radicali italiani - nell'ambito di un'Iniziativa dei cittadini europei (Ice), uno strumento di democrazia partecipativa che consente di proporre modifiche legislative alla Commissione.
Nonostante il successo italiano, la soglia minima complessiva di un milione di firme non è stata raggiunta. Il progetto, comunque, ha già iniziato a sortire effetti rispetto ai tre obiettivi proposti: rafforzare i corridoi umanitari per i rifugiati, decriminalizzare gli atti di solidarietà, tutelare le vittime di abusi alle frontiere.
«ANCHE GRAZIE alla pressione dell'Ice il parlamento europeo ha destinato una parte del Fondo asilo migrazione e integrazione alle autorità locali e ai progetti di sponsorship alla base dei corridoi umanitari - afferma Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente - e ha chiesto alla Commissione di istituire un visto umanitario europeo rilasciato presso ambasciate e consolati fuori dagli stati membri per permettere alle persone di raggiungere l'Europa senza rischiare la vita. Passi avanti sono stati fatti anche per porre fine alla criminalizzazione della solidarietà e per la protezione delle vittime di abusi lungo le frontiere esterne».
TANTI GLI INTERVENTI durante l'affollata conferenza stampa.
«Siamo noi l'Europa che accoglie». «I numeri dei corridoi umanitari sono ancora ridotti, ma il messaggio è dirompenteaffermano Luca Negro, della Fcei, e Roberto Zuccolini, della Comunità di Sant'Egidio - 2.363 persone sono arrivate in Europa in sicurezza, ma soprattutto è stato dimostrato che i viaggi sulle carrette del mare e il business dei trafficanti si contrastano costruendo un'alternativa, non facendo la guerra alle Ong». Adesso il punto è riaprire i canali regolari per il lavoro, concordano gli esponenti delle chiese protestanti e cattolica.
«Mai l'Italia era arrivata a partecipare a interventi specifici che possono avere rilevanza davanti alla Corte penale internazionale dell'Aia - sostiene Salvatore Fachile, dell'Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi) - Fornire armi e mezzi ai libici costituisce una collaborazione diretta in azioni che hanno profili di crimini contro l'umanità». L'avvocato dell'Asgi ha ripercorso la genealogia di questo tipo di politiche che rispondono a indicazioni della Commissione europea delineate a partire dal 2015 e stanno alterando irrimediabilmente il sistema di protezione internazionale.
LA COALIZIONE di organizzazioni rilancia anche la proposta di legge di iniziativa popolare «Ero straniero. L'umanità che fa bene» presentata al parlamento italiano il 27 ottobre 2017 con 90mila firme in calce. Intendeva superare la legge Bossi-Fini, ma da quel giorno giace in Commissione affari costituzionali in attesa di essere discussa. «Alla lunga queste proposte emergeranno come ragionevoli - dice Riccardo Magi, deputato dei Radicali italiani - e verrà fuori la consapevolezza che le politiche del nostro governo sono completamente sbagliate».


[ Giansandro Merli ]