Un dialogo tra cristiani coraggiosi

31 Ottobre 2018

Andrea Riccardi
Dialogocristiani orientali

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L'incontro a Istanbul nell'agosto del 1968 tra l'intellettuale Olivier Clément e il patriarca Athenagoras prende di petto la storia. L'allora quarantasettenne francese ha appena vissuto in prima persona il maggio di Parigi, nel difficile ascolto dei suoi studenti liceali del quartiere latino. L'editore Fayard conosce la sua competenza sul cristianesimo ortodosso e intuisce il valore di un suo libro-intervista con Athenagoras, il patriarca ottantaduenne che l'opinione pubblica mondiale ha visto abbracciare Paolo VI a Gerusalemme quattro anni prima.
Clément si reca allora al confine tra Oriente e Occidente, dove da tempo ha deciso di rischiare la propria vita. Il teatro dell'incontro è una Turchia ingrigita dal modernismo nazionalista di Ataturk: l'islam è un residuo del passato che sopravvive stancamente, i cristiani greci, ormai poche decine di migliaia, vivono circondati dall'ostilità. Nel grigiore brilla la luce dei due che poco a poco, col passare dei giorni, scoprono una profonda affinità e condividono la fede in un amore cristiano universale e unificante, liberato da particolarismi nazionali, politici, ideologici e confessionali, e a queste condizioni capace di cambiare la storia dell'Occidente secolarizzato, dell'Oriente comunista e islamico e del mondo globale.
Forte del sodalizio con il professore francese e della passione per la figura del patriarca, lo storico del cristianesimo Andrea Riccardi dedica ora un libro ai due personaggi e al loro incontro. I due uomini sembrano diversi in tutto. Il professore è cresciuto in una famiglia atea e solo a trent'anni si è battezzato, nella Chiesa ortodossa. Insegna in un liceo parigino e si dedica allo studio dell'ortodossia. E' un intellettuale autorevole, controcorrente rispetto alle mode politiche e religiose del tempo. Il patriarca è cresciuto nell'Epiro ottomano scosso dalle guerre balcaniche, ha irritato Mussolini nella sua dedizione al popolo greco come metropolita di una Corfù sotto occupazione italiana, ed è poi emigrato negli Stati Uniti dove si è imposto come uomo dialogante, innovatore, difensore delle libertà, sostenitore di Chiese ortodosse emancipate dai nazionalismi e testimoni coraggiose della persecuzione comunista. Nel 1949 il governo americano e quello turco hanno convenuto sul valore strategico antisovietico della sua elezione a patriarca. L'aereo personale del presidente Usa Harry Truman lo ha condotto sul suolo turco.
Dalla comune condivisione di un cristianesimo ortodosso spirituale, tanto più capace di cambiare il mondo quanto più libero dal potere e dalle divisioni, e dall'intenso scambio di vita e parole di quelle settimane dell'estate del 1968, nasce l'anno dopo il volume di Clément "Dialogues avec le patriarche Athénagoras" e a cinquant'anni di distanza l'affresco di Riccardi.
Grazie alle fonti, anche inedite, e alla personalità dell'autore, "Il professore e il patriarca" conduce lontano. Il lettore s'immerge nel tempo e scopre in Clément e Athenagoras due credenti che hanno scelto l'integralità dell'esperienza di fede e perciò rifiutano ogni riduzionismo teologico e politico, e abbracciano un progetto di conversione e unità oltre le barriere confessionali, nazionali e ideologiche. La loro testimonianza «della fede e della storia cristiana», scrive Riccardi, prefigura un «umanesimo spirituale». È questa la cifra ultima dell'incontro tra due grandi cristiani.


[ Marco Ventura ]