Memoria di Gesù crocifisso

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Ricordo di Nunzia, disabile mentale, morta a Napoli nel 1991, e di tutti i disabili mentali che si sono addormentati nel Signore.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Matteo 13,54-58

Venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: "Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?". Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: "Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua". E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.


 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Gesù torna a Nazaret, nella sua "patria", tra "i suoi". Nella sinagoga parla come mai aveva parlato, con una sapienza difficile per uno di una famiglia semplice per di più senza aver frequentato nessuna scuola particolare e senza aver avuto maestri noti. Così suggerisce il racconto evangelico riportando la reazione dei suoi concittadini. L'insegnamento nella sinagoga consisteva nel leggere e spiegare qualche passo del Primo Testamento. La reazione degli abitanti di Nazaret al commento fatto da Gesù è piena di stupore: "Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi?". La reazione alla predicazione di Gesù è segnata dalla durezza del cuore di chi pensa che ciascuno è quello che è sempre stato, che nessuno può cambiare davvero! La conseguenza di questa concezione rassegnata della vita porta a rinchiudersi nel proprio "villaggio" e non fare nulla. Non è realismo, ma triste rassegnazione. E in fondo è ignoranza della vita. Arriviamo a essere tutti connessi, a sapere in diretta quel che accade nel mondo, ma siamo senza sogni per nessuno, senza ambizione per un mondo diverso, per una vita migliore. E non riusciamo a conoscere Gesù perché estranei al suo sogno di salvare il mondo. Invece, i poveri, i peccatori, coloro che hanno bisogno di essere amati, che attendono un mondo migliore, riconoscono Gesù, sperano in lui. Ha ragione Gesù nel dire: "Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua". Il Signore non lo si conosce una volta per tutte! Abbiamo bisogno di continuare ad ascoltarlo con il cuore, ogni giorno, e ci rivelerà, nelle diverse stagioni della nostra vita, il mistero sempre nuovo del suo amore.