Giovedì santo

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Giovedì santo.
Liturgia della Cena del Signore.
Memoria di Maria di Cleofa che stava presso la croce del Signore con le altre donne. Preghiera per tutte le donne che, in ogni parte del mondo, con coraggio e nelle difficoltà, seguono il Signore. Ricordo di Dietrich Bonhoeffer ucciso nel 1945 dai nazisti nel lager di Flossenbürg.


Prima Lettura

Dal libro dell'Esodo 12,1-8.11-14

Il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d'Egitto: "Questo mese sarà per voi l'inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell'anno. Parlate a tutta la comunità d'Israele e dite: "Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l'agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne. Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell'anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l'assemblea della comunità d'Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po' del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull'architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi e con erbe amare. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore! In quella notte io passerò per la terra d'Egitto e colpirò ogni primogenito nella terra d'Egitto, uomo o animale; così farò giustizia di tutti gli dèi dell'Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre; non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io colpirò la terra d'Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne.

Salmo responsoriale

Salmo 115 (116)

Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza.

Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.

Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.  
 

Seconda Lettura

Dalla prima lettera di Paolo ai Corinzi 11,23-26

Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: "Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me". Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me". Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

Lettura del Vangelo

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Io sono il buon pastore,
le mie pecore ascoltano la mia voce
e diventeranno
un solo gregge e un solo ovile.

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Dal vangelo di Giovanni 13,1-15

Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: "Signore, tu lavi i piedi a me?". Rispose Gesù: "Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo". Gli disse Pietro: "Tu non mi laverai i piedi in eterno!". Gli rispose Gesù: "Se non ti laverò, non avrai parte con me". Gli disse Simon Pietro: "Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!". Soggiunse Gesù: "Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti". Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: "Non tutti siete puri".
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: "Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.

 

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate l'un l'altro.

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Omelia

Oggi la Chiesa ricorda l'ultima cena di Gesù con i discepoli. Appena si siedono Gesù dice loro: "Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione". Sentì il bisogno di stare con i suoi amici. Voleva comunicargli il suo amore e anche la missione di cambiare il mondo, quella che il Padre gli aveva consegnato. Affida loro due sacramenti: il pane e il vino e poi la lavanda dei piedi. Nella liturgia del giovedì santo ripetiamo, alla lettera, quel che Gesù fece in quel Giovedì sera. Abbiamo bisogno di ripeterli per comprenderli meglio e trasmetterli a tutti.
Nella Lettera ai Corinzi, l'apostolo Paolo racconta l'istituzione dell'Eucaristia: Gesù, dopo essersi messo a tavola con i Dodici, prese il pane e lo distribuì dicendo: "Questo è il mio corpo, che è per voi". La stessa cosa fece con il calice del vino: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue". Sono le stesse parole che si ripetono in ogni santa liturgia. Quel pane non è semplicemente un pane, è un pane "spezzato", è Gesù stesso che si spezza per gli altri perché nessuno resti senza cibo. Gesù si spezza per darsi a tutti e versa tutto il suo sangue senza trattenerne per sé neppure una goccia. Nell'ostia e nel vino consacrati è presente Gesù con il corpo "spezzato" e il sangue "versato". E chiese ai discepoli di nutrirsene e aggiunse: "Fate questo in memoria di me". La Chiesa è un popolo che, sull'esempio del Maestro, deve spezzarsi di amore per gli altri e versare tutto il sangue per comunicare il Vangelo a tutti.
Il Vangelo di Giovanni racconta l'altro segno che Gesù fece nell'ultima cena, dopo l'istituzione della Eucaristia. A un certo momento, Gesù si alzò e si mise a lavare i piedi dei discepoli. Gesù, "il Maestro e il Signore", si faceva servo e rendeva signori i discepoli. È l'ultima grande lezione di Gesù da vivo: "Anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi". Nella santa liturgia di questa sera la lavanda dei piedi è solo un segno, un'indicazione della via da seguire: lavarci i piedi gli uni gli altri. Il Giovedì santo ci insegna come vivere e da dove iniziare a vivere: la vita secondo il Vangelo è piegarsi verso i fratelli e le sorelle, iniziando dai più deboli. È una via che viene dal cielo, eppure è la via più umana che possiamo desiderare.